Dolci: a Natale vince la tradizione

Dici tradizione e pensi al panettone. E’ lui il protagonista indiscusso della pasticceria italiana. Ma non pensate che sia solo una tradizione meneghina, a sorpresa, infatti, anche il sud Italia sfodera panettoni da leccarsi i baffi, con infinite varianti di gusto.

Ma questo è anche l’anno della pubblicità, con il tormentone annunciato della Motta, che lancia il video e la canzone dedicata ai “canditi”, come a dire che alla fine siamo tutti un po’ come i canditi a Natale #comeuncanditoanatale. La Melegatti, passato nelle mani dei propri dipendenti, punta sulla generosità nazionale per rimanere in attività e non cedere ai debiti della precedente gestione e i social si scatenano lanciando gli hashtag #noisiamomelegatti e #nataleconmelegatti.

Dai brand della pasticceria industriale si passa a quella artigianale, con i volti, ormai celeberrimi, dei pasticceri italiani, primi fra tutti Igino Massari e Gino Fabbri. Sono loro infatti i migliori testimonial dei prodotti della pasticceria di tradizione italiana, a cominciare proprio del panettone, di cui parla anche l’Osservatorio SIGEP – il salone internazionale del dolciario artigianale che Italian Exhibition Group organizza alla fiera di Rimini, nel 2018 dal 20 al 24 gennaio. L’osservatorio stima vicina ai 6 miliardi di euro la spesa per i dolci natalizi artigianali e incorona leader il panettone che trionferà sulle tavole di tutto il mondo, a partire dal Giappone che fa la parte del leone, alimentando una prepotente domanda.

“Ci sono prodotti – dichiara il Maestro Iginio Massari – che sono intimamente legati alla nostra storia, alla nostra memoria, prodotti che vanno oltre il valore del cibo stesso. Il panettone classico è uno degli esempi più luminosi. Se verrà a scomparire questa simbologia, vorrà dire che andremo a perdere quanto abbiamo ‘costruito’ e tramandato nel corso dei secoli”.

“Si possono creare dolci incredibilmente buoni rinnovando la tradizione, ma senza stravolgerla – conferma il Maestro Gino Fabbri, Presidente dell’Associazione Maestri Pasticceri Italiani –. All’azzardo di innovazioni sconcertanti, preferisco il rinnovo che sappia valorizzare l’eccezionale qualità delle materie prime. Proponiamo quindi un classico rinnovato, sempre con uvetta e canditi, ma anche – per esempio – con una parte in burro liquido, un mix di vaniglie anziché un’unica varietà”.

Ma Natale non significa solo panettone. Secondo la Confederazione Pasticceri Italiani, Conpait, infatti a giocarsela, da nord a sud, sulle tavole degli italiani saranno molti altri dolci tradizionali, dal Parrozzo della tradizione abruzzese, al Torrone di Bagnara, ora IGP, passando per lo Zelten Trentino, il Tronchetto di Natale e i Biscotti delle feste, cannella e cioccolato.

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