La cultura fra mainstream e digitale

Venerdì 6 ottobre alle ore 17 a Urbino, nella Sala Giovanni Santi di Casa Raffaello (Via Raffaello 57), si terrà la conferenza-incontro Aspettando il Festival, anticipazione della 5a edizione del Festival del giornalismo culturale che si svolgerà dal 12 al 15 ottobre tra Urbino, Pesaro e Fano.

 

Durante l’incontro, Lella Mazzoli (Direttore FGC) dialogherà con Luigi Bravi (Presidente Accademia Raffaello), Marco Cangiotti (Presidente Fondazione Cassa Risparmio di Pesaro) e Letizia Magnani (Il piacere della lettura QN) sul tema La cultura fra mainstream e digitale.

 

L’iniziativa – organizzata in collaborazione con l’Accademia Raffaello di Urbino – cercherà di raccontare i cambiamenti avvenuti negli ultimi anni nel mondo della comunicazione della cultura: l’apertura verso un’informazione sempre più digitalizzata e orientata all’utilizzo di nuovi linguaggi; senza dimenticare il ruolo fondamentale degli strumenti di comunicazione mainstream. Un approccio sempre più integrato tra radio, televisione, carta stampata e digitale, e consapevole, è ciò che ci si auspica per la promozione e la valorizzazione del nostro patrimonio.

 

Il tema dell’incontro sarà ulteriormente approfondito durante la giornata di apertura del Festival prevista per il 12 ottobre alle ore 15.00 nel Salone del Trono di Palazzo Ducale di Urbino, con la presentazione dei dati della ricerca dell’Università di Urbino Carlo Bo a cura dell’Osservatorio News-Italia su Informazione e patrimonio culturale. Come si informano gli italiani, come si comunicano i musei, diretta da Lella Mazzoli; Giorgio Zanchini (Direttore FGC) discuterà a partire dai dati con Peter Aufreiter (Direttore Galleria Nazionale e del Polo Museale delle Marche), Flavia Piccoli Nardelli (Presidente Commissione Cultura alla Camera) e Francesca Spatafora (Direttore Museo archeologico regionale A. Salinas di Palermo).

 

Tema di grande rilevanza, che sarà anche il filo rosso di una narrazione che attraversa la quinta edizione del Festival e che vuole interpretare i tanti modi di fare comunicazione e di valorizzare il nostro immenso patrimonio, attraverso confronti ed esperienze, storie di vecchi e nuovi intermediari culturali, di professionisti, critici, giornalisti, direttori di musei e manager; per restituire una fotografia dettagliata delle nuove frontiere del giornalismo culturale.

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